Magneti Marelli START - 2

Dalla Pista alla Strada

Prima di addentrarsi in discorsi tecnici, Luigi Piero Ippolito, dal 2011 responsabile Innovazione in Magneti Marelli, ripete un concetto: «la pista non è la strada», così come «l’automobilista, anche il più bravo, non è un pilota».

Premessa necessaria perché, quando si prova a raccontare quanto e cosa dei prodotti e dei processi che vengono messi a punto in Magneti Marelli per il mondo del motorsport finiscono sulle “normali” utilitarie, «il rischio di fare confusione è grande», sottolinea Ippolito, a capo del team di Innovazione centrale, che sovrintende in maniera trasversale a tutte le unità di ricerca e sviluppo e innovazione presenti in ciascuna delle sette linee di business dell’Azienda.

Messa nero su bianco questa premessa, è corretto dire che la Formula1 costituisce un campo di prova per tecnologie d’avanguardia, che poi trovano applicazione nelle vetture da strada?

La Formula 1, come tutto l’ambito racing, è dominata dai regolamenti. Ad ogni regolamento corrispondono sfide diverse dal punto di vista dell’innovazione. Per esempio, il Kers, che prefigura la propulsione ibrida, è stato applicato prima in Formula1.

Invece l’Hers, Heat energy recovery system, nasce per la 24 Ore di Le Mans, che è una gara di durata, e si è trasferita in Formula 1 dalla stagione 2014 in relazione ad un cambiamento del regolamento.
È il racing nel suo complesso che fornisce spunti interessanti per lo sviluppo di tecnologie che poi possono essere trasferite sulle vetture stradali, con gli opportuni adattamenti.

Qual è l’elemento che più marca la differenza tra i due ambiti?

Durata e costi. Qualsiasi tecnologia sviluppata per la Formula1 è sempre pensata per dare il massimo della performance per un tempo limitato. Ma se invece deve superare il ciclo di vita di una vettura convenzionale entrano in gioco altre considerazioni.

E anche il lavoro di innovazione e ricerca va rivisto. Il secondo vincolo è quello dato dai costi: la Formula1 assegna la priorità alla prestazione, usa metalli pregiati, lavorazioni artigianali che non possono essere fatte in grande serie.
In generale, una tecnologia pensata per la pista richiede significativi adattamenti per essere resa disponibile per le vetture di serie.

Capita anche il vice-versa? Tecnologie messe a punto specificatamente per la strada, che poi vengono adattate alle competizioni?

Certamente. I motori da pista del prossimo anno avranno sistemi di iniezione diretta limitati a 500 bar. Per i veicoli di serie stiamo già lavorando con l’obiettivo dei 600 bar, e l’abbiamo fatto perché i veicoli da strada devono rispettare severe normative relative alle emissioni di particolato. Quando la pressione supera i 500 bar il particolato si riduce.

La F1 non ha questo tipo di problema, ma il lavoro di innovazione sugli iniettori GDI (Gasoline Direct Injection) per le vetture di serie è un eccellente punto di partenza anche per le applicazioni racing.

Quanto conta l’attenzione alla sostenibilità ambientale, quando si lavora sul fronte dell’innovazione?

Il nostro ventaglio di attività innovative copre una gran parte delle tecnologie finalizzate a mitigare l’impatto ambientale mediante la riduzione della CO2. L’idea del Magneti Marelli Green Engagement viene declinata variamente in ambito tecnologico.
Sviluppiamo molte tecnologie adatte a questo scopo sia perché migliorano l’efficienza dei sistemi sia perché consentono il recupero dell’energia cinetica e termica che altrimenti andrebbe persa.

Scopri le tecnologie di Magneti Marelli a servizio dell'ambiente. Clicca qui.

Per lei, da ingegnere, è più affascinante affrontare un problema per la strada o per il motorsport?

Amo il motorsport per le emozioni che genera e per l’innegabile fascino che deriva dalla ricerca della prestazione estrema, ma personalmente preferisco applicarmi alla risoluzione dei problemi quotidiani degli utenti normali che usano la vettura per spostarsi nel traffico o sulle autostrade e devono farlo con il massimo possibile di confort e sicurezza.

 

luigi piero ippolito

Luigi Piero Ippolito
Responsabile Innovazione Magneti Marelli

 

 

 

Parola chiave: Convergenza

Presente fin dal 1919, il Motorsport costituisce oggi per Magneti Marelli un laboratorio tecnologico e un incubatore per lo sviluppo di nuove competenze e tecnologie che alimentano e ispirano anche nuove soluzioni per la produzione di serie. Binomio fino a qualche tempo fa inusuale, alte performance ed eco-sostenibilità viaggiano oggi su binari sempre più convergenti, sulla spinta della crescente necessità di riduzione di costi, consumi ed emissioni.

Un esempio concreto è il KERS, il sistema di recupero dell’energia cinetica in frenata realizzato a partire dal 2008 per la Formula 1 e poi fonte di soluzioni e ricadute tecnologiche anche per i sistemi e componenti finalizzati alla propulsione ibrida ed elettrica di serie (motogeneratori, sistemi elettronici di controllo, inverter, controllo batterie, etc). Viceversa, anche tecnologie nate per la produzione di serie possono essere applicate nel Motorsport. L’esempio più lampante è rappresentato dalla tecnologia dell’iniezione ad alta pressione GDI (Gasoline Direct Injection), già adottata da tempo sulle vetture di serie in ottica di riduzione consumi/ emissioni, aumento prestazioni, downsizing del motore e ora utilizzata sia in pista che nei rally. Questa osmosi tecnologica contribuisce all’evoluzione verso nuove frontiere in termini di efficienza, rendimento, sicurezza, risparmio di consumi ed emissioni, fino ad arrivare alle propulsioni alternative e all’elettronica al servizio della mobilità intelligente.